Un anno fa si accendevano le luci dello studio di Angera.
Un anno che mi ha regalato molto di più di quello che avrei potuto immaginare.
E a dodici mesi di distanza, la voglia non è quella di celebrare un traguardo commerciale, ma di festeggiare un sentimento molto più grande: la bellezza di sentirsi a casa.
C'è chi apre uno studio in un luogo. E c'è chi, prima ancora, si innamora di quel luogo. Credo che la differenza sia tutta qui.
La serenità di aver trovato il proprio posto si rivela ogni mattina, durante il tragitto a piedi che da casa porta allo studio. Sulla carta sarebbero dieci minuti, ma la realtà si dilata felicemente in mezz’ora.
Un saluto, due parole, una risata, un invito per un caffè…
Così, quando apro la porta dello studio, mi accorgo di aver già iniziato la giornata nel modo più bello.
Ho già incontrato persone.
Ho già sorriso.
E, soprattutto, ho già avuto quella bellissima sensazione di far parte di qualcosa.
Da anni vivo qui gran parte della settimana e col tempo Angera è diventata sempre più casa. Un luogo dove ritrovare tranquillità, bellezza e quella dimensione autentica fatta di persone che si incontrano, si salutano e si conoscono.
Aprire lo studio è stata la naturale conseguenza di tutto questo.
Se qualcuno mi chiedesse la differenza tra i miei due studi, credo che risponderei con una frase molto semplice.
Busto è stato il coraggio di ricominciare in un momento complicato della mia vita, ma fondamentale per crescere. Angera, invece è stata una scelta guidata dal desiderio profondo di appartenere a una comunità, di respirarne i ritmi e farne parte.
In questo anno ho incontrato tante persone.
Ognuna è arrivata con la propria storia, le proprie esigenze, i propri dubbi.
Molte sono entrate pensando di trovare semplicemente una professionista dell'udito.
Io, invece, ho avuto la fortuna di conoscere persone, non solo pazienti.
Ed è questo l'aspetto che amo di più del mio lavoro.
Perché aiutare qualcuno a sentire meglio significa certamente trovare la soluzione acustica più adatta, ma significa anche ascoltare, dedicare tempo, creare un rapporto di fiducia.
È una relazione che spesso continua anche fuori dallo studio, quando ci si incontra sul lungolago, davanti a un negozio, al mercato o semplicemente passeggiando per il paese.
Sono piccoli momenti.
Ma sono proprio quei momenti che mi fanno capire di aver trovato qualcosa di prezioso.
Per questo oggi non sento il bisogno di festeggiare un anniversario.
Sento piuttosto il desiderio di dire grazie.
Grazie a chi ha scelto di affidarsi a noi.
Grazie a chi entra anche solo per chiedere un consiglio.
Grazie a chi ogni mattina mi regala un sorriso, una parola gentile o qualche minuto di chiacchiere, trasformando un semplice tragitto in uno dei momenti più belli della mia giornata.
Domani mattina uscirò di casa pensando, ancora una volta, che in dieci minuti potrei essere in studio.
So già che probabilmente ci metterò molto di più.
E spero davvero che continui a essere così, perché appartenere a un luogo significa anche questo: sapere che lungo la strada c'è sempre qualcuno con cui vale la pena fermarsi.
E io, ad Angera, ho trovato esattamente questo.
Il piacere di appartenere.