ACQUA E CALDO UMIDO METTONO A RISCHIO L’ ORECCHIO

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Dott.ssa Pina Caterina Zambrano

18 settembre 2026
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Mare e piscina possono provocare l’otite esterna: occorre evitare microtraumi e la pulizia eccessiva del condotto uditivo, si cura coi farmaci.

Mentre stacchiamo la spina in estate con voli verso mete esotiche, tuffi, trekking…, c’è un organo che in vacanza fa gli straordinari: le orecchie!

Tra sbalzi di pressione, sudore, salsedine, cloro, il condotto uditivo si trasforma nel teatro di fastidiosi imprevisti; tra luglio e agosto si registra, infatti, un aumento del 23% delle prenotazioni di visite otorinolaringoiatriche.            Dolore, vertigini, calo dell’udito sono i disturbi estivi più comuni a carico dell’orecchio: la regina incontrastata dei mesi caldi è l’otite esterna, nota come “otite del nuotatore”.                Nella maggior parte dei casi esiste una predisposizione legata all’ alterazione della barriera cutanea del condotto uditivo, favorita da dermatiti ed eczemi; che con il contatto con l’acqua (specie se contaminata) facilita l’insorgenza di infezioni.

In cima alla lista degli errori più diffusi c’è l’accanimento igienico, infatti, pulire a fondo è una pratica che rischia di fare danni seri, perché i bastoncini cotonati, forcine o altri strumenti possono peggiorare l’infiammazione provocando: lesioni della cute, infezioni, dermatiti e accumulo in profondità di cerume.                Lo stesso vale per le gocce auricolari da banco: applicarle senza che un medico abbia verificato il condotto uditivo, è un rischio.

Anche nel classico caso “dell’orecchio tappato” dopo il bagno non si utilizzano i bastoncini cotonati ma semplicemente bisogna inclinare la testa per far fuoriuscire l’acqua, indirizzare il getto tiepido di un phon verso le orecchie per eliminare l’umidità o usare gocce oleose per favorire l’espulsione del cerume.                Altro caso comune il dolore all’orecchio dopo una giornata di mare o dopo un volo aereo che nella maggior parte dei casi con le pratiche compensatorie si risolve; ma se in aggiunta si accusa un calo di udito, vertigini, febbre, fuoriuscita di liquido dall’ orecchio diventa necessario l’intervento di uno specialista in quanto potrebbe esserci la perforazione del timpano.

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Dott.ssa Pina Caterina Zambrano

Sono un'audioterapista appassionata con anni di esperienza nel trattamento e nella riabilitazione delle problematiche uditive e dei disturbi correlati. La mia missione è aiutare le persone a riscoprire la gioia di comunicare e vivere una vita piena attraverso un ascolto ottimale.