Mentre stacchiamo la spina in estate con voli verso mete esotiche, tuffi, trekking…, c’è un organo che in vacanza fa gli straordinari: le orecchie!
Tra sbalzi di pressione, sudore, salsedine, cloro, il condotto uditivo si trasforma nel teatro di fastidiosi imprevisti; tra luglio e agosto si registra, infatti, un aumento del 23% delle prenotazioni di visite otorinolaringoiatriche. Dolore, vertigini, calo dell’udito sono i disturbi estivi più comuni a carico dell’orecchio: la regina incontrastata dei mesi caldi è l’otite esterna, nota come “otite del nuotatore”. Nella maggior parte dei casi esiste una predisposizione legata all’ alterazione della barriera cutanea del condotto uditivo, favorita da dermatiti ed eczemi; che con il contatto con l’acqua (specie se contaminata) facilita l’insorgenza di infezioni.
In cima alla lista degli errori più diffusi c’è l’accanimento igienico, infatti, pulire a fondo è una pratica che rischia di fare danni seri, perché i bastoncini cotonati, forcine o altri strumenti possono peggiorare l’infiammazione provocando: lesioni della cute, infezioni, dermatiti e accumulo in profondità di cerume. Lo stesso vale per le gocce auricolari da banco: applicarle senza che un medico abbia verificato il condotto uditivo, è un rischio.
Anche nel classico caso “dell’orecchio tappato” dopo il bagno non si utilizzano i bastoncini cotonati ma semplicemente bisogna inclinare la testa per far fuoriuscire l’acqua, indirizzare il getto tiepido di un phon verso le orecchie per eliminare l’umidità o usare gocce oleose per favorire l’espulsione del cerume. Altro caso comune il dolore all’orecchio dopo una giornata di mare o dopo un volo aereo che nella maggior parte dei casi con le pratiche compensatorie si risolve; ma se in aggiunta si accusa un calo di udito, vertigini, febbre, fuoriuscita di liquido dall’ orecchio diventa necessario l’intervento di uno specialista in quanto potrebbe esserci la perforazione del timpano.